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LE DONNE AL SERVIZIO DELLA FARMACIA

Da grammatica la parola “farmacista” è un sostantivo di genere sia maschile che femminile. Ad oggi però ben l’80% di operatori sanitari con questo titolo sono donne, come evidenziato dal Rapporto “Le donne del servizio sanitario nazionale” pubblicato sul sito del Ministero della Salute a ottobre 2022. I dati di Almalaurea, inoltre, confermano che i laureati in Farmacia nel 2022 sono stati 4212, di cui il 76% priorio donne.

Ad avvalorare questo dato, è stato reso disponibile il report del Ministero della Salute che ha censito le donne impiegate in varie funzioni nel SSN al 31 dicembre 2020. Dall’analisi è emersa un’assoluta prevalenza del genere femminile tra gli operatori sanitari, con il 68% del personale SSN che è costituito da donne. La presenza femminile all’interno del SSN, come si legge nel rapporto, è significativamente cresciuta negli ultimi anni, in particolar modo tra il 2010 e il 2020. Nel mondo farmacia, le donne hanno da sempre una presenza importante. Questa categoria è la seconda per presenza femminile, con circa l’80% di donne farmacista, e questo dà anche un contributo importante per l’accrescimento della qualità e del gradimento dell’assistenza.

La prevalenza femminile nella nostra professione è dovuta a più fattori: l’inclinazione allo studio, la capacità di instaurare relazioni empatiche con le persone, l’abilità di gestire il lavoro interno alla farmacia e di conciliare il lungo orario lavorativo con le esigenze familiari.

Non si sta parlando di quote rosa o di imposizione genere-correlate ma parliamo di competenze necessarie, nel lavoro del farmacista, che sono spesso più comuni nel genere femminile per tradizione: l’attitudine all’ascolto, al dialogo, a fare gruppo, a prendere decisioni condivise, a stabilire i percorsi più brevi e più efficaci, per poter ottenere il massimo dell’attuazione del servizio con un impiego di risorse condivise.

Per quanto riguarda invece il mondo politico-istituzionale, il mondo delle Agifar e della Fenagifar sono uno spaccato della situazione nazionale, dove si evidenzia una crescita della rappresentanza femminile nelle cariche più importanti. Infatti, la percentuale delle Presidenti donna delle Agifar provinciali si aggira al 29%, mentre la presenza femminile in Consiglio Fenagifar al 32%.

Analizziamo ora la presenza di donne nei consigli degli Ordini Provinciali. Il dato medio nazionale è del 36%, ma con molte differenze regionali. L’Abruzzo è la regione con la media più alta, 50%, che è comunque un valore basso pensando al suddetto 80% di farmaciste donna tra tutti gli iscritti all’Albo. Fanalino di coda è invece la Valle D’Aosta con il 9%. Le regioni del Nord, con l’eccezione appunto della Val D’Aosta e della Liguria (19%) hanno una presenza femminile del 43-45%, quindi superiore alla media nazionale. In particolare le province di Rimini e Ferrara raggiungono il 75%. Nelle regioni del Centro, primato dell’Abruzzo a parte, le percentuali sono molto vicine alla media nazionale. Nel Sud e Isole la presenza maggiore si registra in Basilicata (48%), mentre in Campania e Molise le percentuali scendono al 23% circa.

La rappresentanza della voce delle donne lavoratrici è sempre un tema di attualità nelle stanze della politica e delle istituzioni, e la loro assenza è da ricercare in alcuni fattori deterrenti come stereotipi di genere e diseguale distribuzione della cura della famiglia e dei figli che può rendere difficile conciliare il lavoro (come un full-time in farmacia) con la carriera politica.

Politiche volte a perseguire l’uguaglianza di genere e a conciliare lavoro e famiglia potrebbero incentivare l’interesse femminile per la partecipazione alla vita istituzionale e garantire una parità di accesso alle cariche. Ciò potrebbe concorrere a migliorare le condizioni contrattuali, professionali e lavorative della categoria.

Bibliografia

A cura di Stefania Agrimi