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IL PALIENTE (PAZIENTE-CLIENTE): MITOLOGIA DI UN PROTAGONISTA DELLA FARMACIA POST PANDEMICA

Nonostante l’alluvione del 16 maggio, che ha coinvolto numerose città romagnole, tanti discenti hanno deciso di partecipare al seminario “Il Paliente (paziente-cliente): mitologia di un protagonista della Farmacia Post Pandemica”, che si è svolto nella giornata di domenica 28 maggio 2023. Sono stati tanti i temi toccati nel seminario: partendo dai concetti di sindemia e infodemia, due nuovi concetti in materia socio-sanitaria che la pandemia ha sollecitato come ambito di intervento per il farmacista, arrivando al concetto di empatia cognitiva ed emotiva, empowerment sanitario e scala di emozioni.

Il Farmacista ha evoluto quindi la sua figura assieme all’evoluzione pandemica e alle nuove consapevolezze emerse tra la popolazione.  Si è ritrovato in epoca post pandemica in un contesto di rivoluzione del lavoro e del suo ruolo nei confronti della società. La salute è emerso essere uno “stato d’essere”, il più importante, ancora prima di quello economico e con questo concetto anche la consapevolezza che la prevenzione è più importante della cura. L’informazione perciò deve essere veicolata e non può essere superficiale, le ricerche in rete in tema salute infatti (secondo dati Google) si sono molto evolute e sempre più spesso, come ultimo passaggio che prima non c’era, i nuovi “palienti” si rivolgono ai farmacisti quali operatori sanitari in grado di guidarli nella sana gestione della loro salute.

La Farmacia ha riacquistato il suo ruolo di primo presidio sanitario, grazie anche allo sviluppo e al consolidamento della Farmacia dei Servizi. La Telemedicina, in particolare, rappresenta uno straordinario caso di servizio online ad esclusivo utilizzo offline. I servizi di Telemedicina rappresentano un momento delicato, di grande empatia e gestione del paziente. La persona, che deve usufruire di questi servizi, si apre notevolmente e, in alcuni casi, lo svolgimento tecnico dell’esame porta al contatto con il cliente, che diventa necessariamente un paziente. Va dedicato in questi momenti quindi il maggior tempo e il miglior spazio all’interno della farmacia. Questo per fare in modo di creare un rapporto di fiducia nel professionista sanitario che porta al trasferimento di atteggiamenti empatici che a loro volta si traducono in comportamenti empatici che conferiscono inevitabilmente competenza clinica alla figura del farmacista.

Digitalizzazione e trasformazione digitale significano ed evolvono in questo. L’automazione, per esempio, della distribuzione dei farmaci comporta una diminuzione del lavoro manuale del farmacista ed un conseguente aumento del tempo di relazione tra farmacista e cliente, migliorandone enormemente il rapporto. Di pari passo l’adattamento dei locali alla nuova automazione aumenta gli spazi disponibili alla relazione farmacista paziente.

Per ultimo ci troviamo di fronte ad un contesto in cui molti farmaci sono carenti. Dobbiamo trovare spesso alternative che possano soddisfare il paziente e comunicare in maniera efficace al paliente per far comprendere il messaggio che il farmaco equivalente è uguale al farmaco originator. L’evidenza di ciò e ancora più evidente in Italia dove ricordiamo che siamo il fanalino di coda a livello europeo per l’utilizzo di farmaci equivalenti. La sostituzione di un medicinale con un equivalente è certamente un momento critico, va seguito da professionisti sanitari in grado di utilizzare metodi e tecniche comunicative, oltre che competenze sanitarie, adeguate e imprescindibili nella gestione del rapporto con le nuove tipologie di paziente.

IL PALIENTE: TAKE HOME MESSAGE

Sono tre le frasi che, in modo particolare, ci sono rimaste impresse del seminario:

Gli studi di marketing ritengono che il paziente entrando in farmacia “compra” al primo posto il farmacista e il suo tono emotivo.”

Il modo peggiore per gestire un’obiezione del paziente è dargli torto”.

“In termini clinici, il momento centrale del percorso consulenziale è l’inquadramento clinico”.

Tutti i colleghi che hanno partecipato e noi in particolare stiamo cercando di far sì che queste nozioni diventino modi di operare consapevoli e spontanei nel percorso lavorativo quotidiano.

A conclusione, il seminario il Paliente ha sancito i due anni dalla costituzione della nostra associazione provinciale Agifar Romagna e la giornata ha confermato tutto quello che siamo riusciti a costruire in questi due anni: un forte senso di appartenenza alla categoria dei farmacisti, la volontà di continuare a migliorare e ad evolversi nel proprio lavoro e la necessità di fare ed essere squadra e gruppo per raggiungere gli obiettivi prefissati.

A cura di Gian Maria Rossi e di Christian Vandi