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La riforma del corso di studio universitario: il primo tavolo tematico

Giovedì 6 Maggio 2021. Inizia l’incontro con il primo tavolo tematico, “La riforma del corso di studio universitario”, nell’ambito dell’ambizioso progetto della Federazione Nazionale Dei Giovani Farmacisti “Diritto di Parola: Farmacisti a Ruota Libera”. Il progetto federale nasce dalla volontà di favorire il confronto da parte dei giovani farmacisti sulle tematiche che più interessano il futuro della professione poiché, come afferma la presidente di FENAGIFAR, la dott.ssa Carolina Carosio,  “un ascolto costruttivo e proattivo al cambiamento è la giusta chiave di lettura per essere fedeli interpreti di quanto percepito da tutti i giovani farmacisti: oggi più che mai dobbiamo essere portavoce delle esigenze e del percepito della base, in merito alle svolte epocali in essere.”

Ed è proprio nel luogo in cui tutto ha inizio, l’università, la sede iniziale di formazione ed istruzione per il futuro professionisti che si aprono i tavoli tematici. A tale scopo la serata ha visto una attenta analisi di tre tematiche fondamentali: la didattica a distanza (DAD), la Riorganizzazione del piano di studi, ed il tirocinio.

La DAD è ormai ben nota a tutti, avendo accompagnato la formazione durante tutto il periodo pandemico. A distanza di un anno, come sottolinea Giampaolo Taddei, Consigliere del Consiglio Nazionale Studenti Universitari (CNSU), è possibile fare un primo bilancio, sebbene ancora acerbo, sui pro e contro del suo utilizzo. Emergono sicuramente differenze nella qualità dell’erogazione fra Nord e Sud della Nazione, così come fra grandi e piccoli Atenei. Tuttavia i dati sono incoraggianti, infatti, il 50-60% si ritiene soddisfatto della DAD contro un 5% insoddisfatto, e solo un 20% non ha partecipato alle lezioni, registrando un netto aumento alla partecipazione rispetto alla didattica in presenza, favorendo il diritto allo studio a persone in difficoltà durante la pandemia. Accanto a questo però, come ha sottolineato Mario Russo, Rappresentante del Senato Accademico dell’Università degli Studi della Calabria, è venuto meno il contesto sociale universitario, con una grande limitazione ai rapporti umani. Inoltre, come ricorda Maria Angela Vandelli, professore ordinario presso il Dipartimento Scienze della Vita dell’Università degli Studi di Modena e Presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Modena, la tipologia di comunicazione attraverso una piattaforma limita fortemente l’interazione fra docente e studenti. Nel futuro, secondo i sondaggi odierni, sarà preferita una didattica mista, in un delicato equilibrio, in cui si cercherà di sfruttare il potenziale della tecnologia come arricchimento alla didattica interattiva.

La seconda parte della serata ha visto come tema principale la riforma del percorso di studi, un tema già discusso da anni e di rilevanza fondamentale oggi, poiché, come sottolinea Carosio: «siamo consci che il percorso universitario dovrà essere aggiornato anche alla luce del fatto che si parla di laurea abilitante, una vera rivoluzione, che dovrà vedere un aggiornamento dei contenuti del corso, fermo a vecchi piani di studio». Infatti, mai come in questo periodo è emersa la necessità di adeguarlo alle nuove richieste della professione per essere al passo coi tempi. Nonostante una solida ossatura del piano di studi normato da direttive europee, risulta imprescindibile potenziare gli argomenti di natura medico/ biologica, importanti per affrontare la presa in carico del paziente ed di inserire materie quali economia, gestione della farmacia, marketing e farmaco economia, senza tralasciare il ruolo rilevante della digitalizzazione. Anche seminari tematici tenuti da farmacisti territoriali, ospedalieri e altre figure professionali, proposti dalla professoressa Vandelli, possono essere un ottimo trait d’union fra la formazione curricolare teorica e quella pratica del tirocinio.

Ultimo tema della serata ha visto come protagonista il tirocinio, in un dibattito di primaria importanza soprattutto in vista di quella che sarà una laurea abilitante. Come riporta il dott. Mario Cirino, farmacista clinico specializzato in farmacologia clinica presso la Farmacia dell’Ospedale Maggiore di Trieste e Vicepresidente dell’Ordine dei Farmacisti di Trieste, “il nuovo scenario impone alla figura del farmacista di evolversi, con una formazione adeguata ed aggiornata. Il tirocinio è un anello di congiunzione essenziale fra la formazione teorica e la pratica professionale – continua – è un’esperienza per mostrare la natura di operatore sanitario pienamente responsabile dei propri atti professionali.” La riforma del tirocinio, come ricorda la Vandelli, è uno degli obbiettivi della Federazione degli Ordini al fine di: promuoverne una armonizzazione sul territorio nazionale in termini di contenuti; valorizzare e responsabilizzare il percorso dello studente, che dovrebbe essere valutato, soprattutto in vista di una laurea abilitante; qualificare e riconoscere il ruolo del tutore professionale che dedica tempo, sottraendolo al suo lavoro, per la formazione del futuro farmacista.

 

Michela Soardi