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La bacchetta magica

Tratto da Puntoeffe N 4/2019.

Leggendo alcuni post, apparsi sui social dopo gli Stati Generali della Farmacia Italiana, organizzati da Federfarma e tenutisi lo scorso 28 febbraio, mi sono reso conto che alcuni colleghi sperano che con un tocco magico si possano rovesciare le sorti della categoria, abbattendo la serie di ostacoli aggiuntisi ad uno ad uno negli scorsi decenni. Ne cito qualcuno: la dispensazione di farmaci in certe strutture senza la presenza di un farmacista, il farmacista fuori dalla farmacia a dispensare farmaci di automedicazione, la distribuzione diretta, gli sconti sulle forniture SSN, una farmacia dei servizi legiferata e disattesa, la dissacrazione del settore da parte di interessi meramente economici con il capitale in farmacia.

L’annunciato DDL Sileri ha indignato chi non ha ancora capito che non si può gettare a mercato libero l’assistenza farmaceutica, se la si considera un diritto da assicurare al cittadino con equità. E’ vero! Se esistesse una bacchetta magica, la si potrebbe usare per creare un sistema ideale, dove ogni laureato in farmacia trova subito un’occupazione e, se lo desidera, può aprire una farmacia dove preferisce. Peccato che non si può pretendere che un sistema sia retto da due principi opposti, quello delle liberalizzazioni e quello dell’universalismo, che la domanda sia anelastica (per fortuna per il cittadino), che lo stesso titolare, ora costretto dalla pianta organica a operare in un’area disagiata, sarebbe il primo ad aver diritto ad insediarsi in zone più redditizie. Finalmente, quelle spinte che hanno creato false aspettative negli anni scorsi ora vengono meno, sopraffatte dalla consapevolezza dei veri pilastri fondanti dell’assistenza farmaceutica. Spiace per chi ci ha creduto, ma purtroppo questo non è un mondo ideale e la bacchetta magica non esiste, quindi, dobbiamo confrontarci con la dura realtà e seguire le strade percorribili. Questa realtà per i giovani farmacisti che non hanno vissuto quei famosi tempi in cui tutto andava bene è molto chiara. Ecco perché il DDL Sileri, a mio modo di vedere, è quello che si avvicina di più ad una soluzione ideale perché, le prime reazioni dicono che accontenta tutti e in un certo senso non accontenta nessuno… quindi forse questa volta potrebbe davvero vincere il cittadino.

 

Qualcuno in questi giorni, sempre sui social, ha anche chiesto come mai si pone mano alla legge Bersani sull’automedicazione e non al capitale in farmacia. Anche in questo caso si evoca il bisogno del tocco magico. IL DL 124/2017 è un problema aggiunto ai tanti, nel silenzio di chi avrebbe dovuto combatterlo e invece ha pensato fosse un “chiodo che scaccia chiodo” (la perdita della fascia C). Invece si è rivelato solo una grave ostacolo aggiunto e, ora che ha mosso forti interessi, difficile da rimuovere se non con una forte determinazione del legislatore. Qualche primo segnale c’è, cui speriamo presto intervengano rimedi, prima che i danni siano irreparabili.

Davide Petrosillo