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L’intervista – Il Presidente Federfarma, Marco Cossolo

Gentilissimo dott. Cossolo, di quale risultato ottenuto da Federfarma in quest’anno è più orgoglioso?

Sono orgoglioso di tutti i singoli risultati che abbiamo ottenuto in questo primo periodo del nostro mandato (tra questi: ossigeno terapeutico, tariffa nazionale, polizza per il titolare che non ha collaboratori, aumenti dei limiti di fatturato per gli sconti agevolati, iniziative di prevenzione di grande impatto, nuovi strumenti di comunicazione con una TV tutta nostra e un giornale per i cittadini) ma soprattutto sono soddisfatto per il lavoro svolto da Federfarma a 360 gradi per lo sviluppo della farmacia e per dare nuova autorevolezza alla struttura nei confronti della politica e delle istituzioni. È stato decisivo il nuovo clima di collaborazione instaurato con le componenti della categoria e, in particolare, con FOFI, Utifar e Assofarm. Questa sinergia ci ha permesso di raggiungere alcuni obiettivi importanti sia sul fronte della sostenibilità economica delle farmacie, soprattutto di quelle più piccole, sia sul fronte della valorizzazione del loro ruolo sociale e sanitario. Ed è in questa ottica che, in aggiunta alle battaglie per singoli obiettivi quali, ad esempio, l’adeguamento dei limiti di fatturato che danno diritto alla riduzione degli sconti al SSN, abbiamo messo a punto iniziative di respiro nazionale sul fronte della prevenzione e della gestione della cronicità, che è uno dei problemi maggiori che il SSN si troverà ad affrontare nei prossimi anni, con costi economici e sforzi organizzativi enormi. Una farmacia piu’ collegata con il SSN puo’ fare molto per l’efficienza della sanità pubblica, ma anche privata, e noi vogliamo dimostrarlo. Crediamo in una farmacia che risponda a nuove esigenze dei cittadini e su questa convinzione siamo riusciti a ottenere risorse per una sperimentazione progressiva della farmacia dei servizi.

Per quanto riguarda il rinnovo del contratto collettivo, ci sono degli sviluppi?

Riprendono adesso dopo la pausa estivi gli incontri con i rappresentanti sindacali, il primo è fissato tra pochi giorni. Spero che si possa ripartire su basi concrete che tengano conto della realtà del settore e permettano di valorizzare il lavoro di coloro che contribuiscono in maniera determinante alla qualità del servizio, costituendo una risorsa preziosa per la farmacia.

L’ingresso dei capitali con la legge 124/2017 ha sicuramente rivoluzionato il mondo farmacia, anche se bisogna ammettere che attualmente i grandi attori che si pensava volessero entrare pesantemente in questo mercato sembrano osservare in sordina e quasi in disparte. Secondo lei perché?

In realtà i primi effetti della legge, in vigore da poco più di un anno, si iniziano a vedere solo ora con l’acquisizione di alcune farmacie da parte di grandi gruppi ma prevedibilmente il processo registrerà una fase di accelerazione nei prossimi mesi. In questo periodo Federfarma non è stata a guardare e ha sviluppato una politica di aggregazione delle farmacie sia sul fronte più meramente commerciale che dei servizi e in collaborazione con le cooperative aderenti a Federfarma Servizi. L’obiettivo è di agevolare le farmacie indipendenti e sostenerle nella loro autonomia. In questa ottica è nata Sistema Farmacia Italia, la società che darà concreta attuazione al processo di aggregazione. Siamo arrivati alla fase operativa del progetto che già nei primi mesi del 2019 consentirà alle farmacie coinvolte di erogare alla popolazione servizi remunerati di pharmaceutical care e di prevenzione. La fase successiva fornirà alle farmacie strumenti organizzativi concreti per essere competitive anche sul piano commerciale.

La farmacia dei servizi ha ottenuto i finanziamenti necessari per diventare operativa. Come pensate di procedere ora?

La sperimentazione finanziata dalle legge di bilancio 2018 apre nuove opportunità che dobbiamo saper cogliere. La sperimentazione servirà anche a individuare i criteri per la remunerazione delle prestazioni erogate dalle farmacie con oneri a carico del SSN. Si tratta di un passo in avanti molto importante per lo sviluppo del servizio farmaceutico perché pone basi economiche concrete per finanziare le prestazioni fornite dalle farmacie a tutto vantaggio della popolazione. La sperimentazione costituirà anche un volano per il rinnovo della Convenzione tra farmacie e SSN perché consentirà di dimostrare e quantificare il contributo che la farmacia può dare in termini sanitari ed economici, in collaborazione con altri operatori, per attuare il processo di territorializzazione della sanità dall’ospedale al territorio. Proprio in questi giorni è stato costituito presso il ministero della salute il Gruppo di lavoro multidisciplinare con l’obiettivo di definire i criteri che qualificano i servizi offerti dalle farmacie e al tavolo partecipero’ io stesso.

La tariffa nazionale è stato davvero un risultato importante che ha segnato finalmente un cambiamento anche della prestazione stessa del farmacista; si può dire che questo traguardo è sopraggiunto anche per l’unione di intenti con la FOFI e il lavoro in sinergia?

Questo è uno dei primi risultati raggiunti da Federfarma nel suo nuovo corso e la sinergia con FOFI e con le altre componenti della filiera ha permesso di raggiungere un traguardo importante dopo soli tre mesi che era stato aperto il tavolo tecnico. Dopo tanti anni – ben 25 – in cui i costi per la farmacia superavano i ricavi, i farmacisti possono nuovamente permettersi di allestire le preparazioni. Questo è importante perché i preparati galenici rappresentano da sempre un tratto distintivo della nostra attività e danno una grande gratificazione professionale. Un vantaggio anche per i malati, che tornano ad accedere facilmente alle cure personalizzate, con i dosaggi e le associazioni dei principi attivi di cui hanno bisogno. Le preparazioni galeniche, non solo nel caso della cannabis che tanta risonanza ha sui media, sono infatti una risorsa fondamentale per quei pazienti che non trovano nei medicinali di produzione industriale la risposta adeguata alla loro particolare esigenza terapeutica.

L’abbiamo sentita spesso parlare di una farmacia dove l’attenzione sia spostata dal bene-farmaco al bene-salute del paziente. Ci spiega bene che cosa intende e quale programma Federfarma ha intenzione di mettere al servizio dei colleghi titolari per realizzare questa farmacia del futuro?

Si tratta dei cosiddetti servizi cognitivi, la principale carta su cui puntare per garantire alla farmacia un futuro professionale ed economico. Penso in particolare alla verifica dell’aderenza alla terapia. Sono infatti enormi, e non solo in Italia, i costi, pagati dalla collettività con risorse pubbliche e private, causati dal fatto che il malato non segue la terapia prescritta. È anche importante che la farmacia si coordini in maniera strutturata con gli altri operatori sanitari, medici e infermieri, per agevolare l’accesso ai servizi sanitari e implementare la cultura della salute: questo al fine di migliorare la salute dei pazienti e di contenere i costi economici.

In merito alla proposta di legge arrivata in commissione attività produttive sul tema della regolamentazione delle aperture domenicali, che stravolgerebbe le liberalizzazioni introdotte dal decreto Monti, come inquadra il mondo della farmacia in materia di orari e turni? Pensa ci possano essere ulteriori cambiamenti nel settore?

L’ipotesi di rivedere le regole degli orari di apertura delle farmacie fa pensare che finalmente prevalga il buon senso. Nessuno, infatti, è mai riuscito a spiegare veramente come possano convivere l’obbligo di servizio notturno e festivo, con la facoltà della singola farmacia di aprire a piacimento. È giunto forse il momento di ripensare le liberalizzazioni selvagge che hanno reso più difficile l’accesso al farmaco negli orari meno interessanti economicamente, calpestando l’istituto della farmacia quale struttura indispensabile per l’assistenza farmaceutica.

Si torna a parlare di fascia C fuori dalla farmacia, anche se l’argomento non è inserito nel programma di governo. Ci sono ipotesi di lavoro per chiudere finalmente con equilibrio questa partita?

Già sul finire della scorsa legislatura avevamo avviato un confronto con alcuni politici più sensibili al tema dell’efficienza del servizio farmaceutico e con alcuni rappresentanti delle parafarmacie. L’idea era quella di individuare risposte alle aspettative dei colleghi delle parafarmacie senza stravolgere l’assetto del sistema e senza creare danni ai cittadini. In questa fase stiamo effettuando un’analisi della situazione per capire la reale entità del fenomeno e quali siano gli interventi possibili. Apprezziamo che il Ministro Grillo abbia preannunciato l’avvio di un confronto con tutte le componenti. In quella sede presenteremo le nostre proposte.

Quali saranno le prossime sfide di Federfarma?

Aiutare le farmacie a gestire il cambiamento, mantenendo la sostenibilità economica dell’azienda, l’indipendenza professionale dei colleghi e sottolineando con fatti concreti l’importanza per la collettività della farmacia sul territorio e il suo indispensabile ruolo nell’ambito dell’organizzazione sanitaria.

A cura di Redazione Open