Fenagifar
menu

Emilia Romagna: Campagne di screening in epoca Covid-19

Il 19 Ottobre 2020 la Regione Emilia Romagna ha avviato la campagna di screening, su base volontaria, con test rapidi eseguiti in Farmacia, per la ricerca di anticorpi anti-Sars-Cov2. Il test sierologico in Farmacia è gratuito e si rivolge ai cittadini che rientrano nelle seguenti categorie:

  • studenti (0/18) o maggiorenni che frequentano la scuola secondaria superiore;
  • genitori e famigliari conviventi;
  • nonni non conviventi;
  • studenti universitari con medico in Emilia Romagna;
  • personale scolastico.

Questa campagna ha come obbiettivo quello di rafforzare l’azione di prevenzione e controllo del COVID-19 poiché, in caso di positività al test, il cittadino verrà contattato dal dipartimento di sanità pubblica aziendale per eseguire il tampone nasofaringeo che potrà rilevare l’eventuale presenza del virus. Ciò consentirà di individuare le persone che hanno contratto il virus e che sono asintomatiche e, conseguentemente, di impedire la nascita di focolai nel mondo scolastico.

Dati aggiornati al giorno 11 Novembre hanno evidenziato che su 191.513 test eseguiti in tutta la Regione, circa il 4.6% è risultato positivo e che a sottoporsi ai suddetti test siano stati maggiormente i genitori e i nonni, seguiti dagli studenti di età compresa tra i 14 e i 18 anni.

Sono state 86 le Farmacie di Parma e Provincia che hanno aderito al progetto e che hanno dovuto riadattare e riorganizzare locali e orari di lavoro in modo da garantire, in totale sicurezza, l’esecuzione dei test sierologici.

Insieme alle tante richieste di partecipazione allo screening, non sono tuttavia mancanti i dubbi e le perplessità dei cittadini. Determinante, ancora una volta, è stato il ruolo del Farmacista che ha potuto rispondere alle tante domande rivoltegli chiarendo ad esempio la differenza tra test rapidi sierologici e tamponi rinofaringei permettendo l’esecuzione del test più appropriato e mettendosi nuovamente a disposizione del cittadino con la propria professionalità ed il proprio impegno nell’affrontare la pandemia in atto.

D’altro canto, quest’anno più che mai la richiesta di vaccini antinfluenzali è partita con grande anticipo.

Noi Farmacisti trovavamo premature le richieste fatteci già a fine Agosto, ma per soddisfare i bisogni della clientela abbiamo iniziato a tenere nota delle persone interessate e ad informarci su modalità e tempistiche di arrivo degli stessi.

Purtroppo ad oggi, 17 novembre 2020, questa lista si è allungata enormemente e non siamo riusciti a reperirne nemmeno uno dai magazzini né tantomeno dalle ditte. Giovedì 12 novembre 2020, la notizia: i vaccini per la popolazione non fragile saranno reperibili in Farmacia tramite Distribuzione Per Conto, con oneri a carico del cittadino, da Lunedì 16 novembre 2020 dietro presentazione di ricetta dematerializzata del medico di base con l’indicazione “Fluarix Tetra 1 sir 0,5 ml 20-21”.

La corsa quindi ad avvertire i clienti che, da mesi, aspettavano nostre notizie sull’arrivo degli stessi: pronti a fronteggiare l’ennesima ondata di ingressi compulsivi che ormai da Febbraio 2020 eravamo abituati a conoscere.

Risultato: numerosi clienti in fila davanti alle nostre Farmacie già da lunedì mattina: l’evasione dei primi ordini in DPC si è svolta regolarmente sino alle 17.30 quando è comparsa la prima notifica mancante. Il vaccino non si trovava già più. Ecco quindi che la corsa alle 36.000 dosi, opzionate dalla Regione Emilia Romagna con la Deliberazione della Giunta n. 1423 del 2020 – e così suddivise: Piacenza 2.900, Parma 3.100, Reggio nell’Emilia 4.800, Modena 6.600, Bologna 7.200, Imola 900, Ferrara 2.200 e Romagna 8.300, era già terminata.

Ora tante persone rimaste senza vaccino che ci chiedono: “E ora dottoressa? Come facciamo? Lei ci aveva detto che con la ricetta potevamo averlo!” e invece no.

Ancora una volta, dall’inizio di questa pandemia, il farmacista si ritrova a mani vuote, a dare delle spiegazioni e portare le sue scuse, per aver disatteso le aspettative dei cittadini.

Purtroppo quello che resta, al momento, è una grande amarezza per l’impossibilità di soddisfare le esigenze dei pazienti nonostante le tante energie spese.

Lucia Monica