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Allattamento come contributo per uno sviluppo sostenibile in tempo di COVID-19: favorire una scelta consapevole, alla luce delle ultime evidenze scientifiche sulla pandemia

“L’allattamento si prende cura del pianeta”: questo è il tema della Settimana mondiale dell’allattamento 2020 (1-7 ottobre), celebrazione appena vissuta in Italia e in molti paesi europei, con il fine di sostenere la reale opportunità di contribuire ad uno sviluppo sostenibile anche con l’allattamento al seno. L’anno 2020 vede in tutto il mondo un nuovo importante sviluppo riguardo questa tematica dovuto alla pandemia di COVID-19. Chiaro però il messaggio che viene dalla Società Italiana di Neonatalogia (SIN): “Il timore di Covid-19 non deve fermare questa pratica. Le mamme debbono essere informate correttamente e la possibilità di connettersi a distanza con gli esperti va sfruttata al meglio”.

I percorsi di presa in carico e la rete di assistenza delle donne in gravidanza, delle madri, dei padri e dei neonati hanno infatti subito una tempestiva revisione e riorganizzazione. Il numero stimato di bambini che nasceranno nel mondo sotto l’ombra della pandemia di COVID-19 (entro 40 settimane dall’11 marzo) è di 116 milioni, di cui circa 365.000 in Italia.

Seguire e trasmettere tutte le misure preventive per contenere l’epidemia, diffondere la cultura dell’allattamento e offrire un’assistenza centrata sulle famiglie: questo è il ruolo di tutti i centri specializzati, dando così vita ad una rete perinatale. In questa rete anche le farmacie sono protagoniste, con una necessità di padronanza riguardo il tema dell’allattamento, per un supporto mamma-bambino nel momento della nuova accoglienza e anche fornendo un’assistenza alla mamma che condurrà un allattamento artificiale sotto consiglio dello specialista.

Sono noti i benefici dell’allattamento al seno contro le malattie infettive, in quanto rinforza il sistema immunitario e trasferisce gli anticorpi direttamente dalla madre al bambino. Importante a tal proposito è stata l’evidenza confermata da molteplici studi di assenza di trasmissione verticale del virus COVID-19 attraverso lo stesso latte. Non solo per il colostro alla prima poppata, ma è stato testato anche a 5, 6 e 7 giorni dal parto, come si riporta nell’articolo del “Lack of Vertical Transmission of Severe Acute Respiratory Syndrome Coronavirus 2”. L’UNICEF, l’Academy of Breastfeeding Medicine, l’OMS e il CDC segnalano che gli studi limitati condotti su donne che allattano al seno affette da COVID-19 e da altre infezioni da coronavirus non hanno rilevato la presenza del virus nel latte materno. Esistono prove limitate della presenza di RNA virale nel latte materno, mentre non esistono prove del fatto che il virus sia attivo nel latte materno né della trasmissione attraverso lo stesso. Attualmente la preoccupazione principale riguarda il fatto che una madre infetta possa trasmettere il virus attraverso goccioline respiratorie. Come per tutti i casi confermati o sospetti COVID-19, le madri paucisintomatiche che allattano devono prendere delle precauzioni. Pertanto, il CDC raccomanda alla madre di indossare una mascherina e di seguire una buona igiene delle mani prima e dopo l’allattamento, evitare il contatto con soggetti malati o sospetti, pulizia e disinfezione di oggetti e superfici.

L’American Academy of Pediatrics (AAP) sulla base delle ultime evidenze ha pubblicato una nuova guida il 22 luglio 2020 in merito alla separazione di mamme e bambini. È possibile per le madri con COVID-19 sospetto o confermato di alloggiare in camera con i loro neonati quando vengano messe in atto precauzioni per proteggere i bambini dalle secrezioni respiratorie infettive materne. L’OMS conferma inoltre la spremitura del latte come migliore alternativa per i neonati che non possono essere allattati direttamente al seno, insieme all’uso di latte umano donato e di formula artificiale. Per le madri che hanno interrotto l’allattamento è sempre possibile riprendere in qualsiasi momento.

Come affermato dall’UNICEF, dall’Accademia di medicina dell’allattamento al seno, OMS e CDC, se la madre e il bambino sono in grado di stare insieme, l’allattamento al seno va incoraggiato e i benefici dell’allattamento superano ampiamente i potenziali rischi, anche nei Paesi ad alto reddito.

Per le madri sane, vengono consigliate le pratiche pre-pandemia. Come ampiamente detto, il latte materno è correttamente visto come un sistema biologico completo per la nutrizione, lo sviluppo e la programmazione del neonato, in funzione della sua particolare composizione. Detto questo, la completezza del ruolo del farmacista prevede il supporto e il consiglio anche della mamma che, sotto le indicazioni dello specialista, sceglierà un allattamento artificiale.

A cura di Martina Busato

Sitografia:

 

Bibliografia:

  • Li, Y., Zhao, R., Zheng, S., Chen, X., Wang, J., Sheng, X., … Sheng, J. (2020). Lack of Vertical Transmission of Severe Acute Respiratory Syndrome Coronavirus 2, China. Emerging Infectious Diseases, 26(6), 2-5.
  • Società Italiana di Neonatologia (SIN). ALLATTAMENTO e INFEZIONE da SARS-CoV-2. (Coronavirus Disease 2019 – COVID-19). Indicazioni ad interim della Società Italiana di Neonatologia (2020).
  • Costantino De Giacomo. Francesco Carlo Gamaleri. “Guida alla Pediatria per il Farmacista”, Milano, Tecniche Nuove, 2018.
  • (2020). Clinical management of severe acute respiratory infection (SARI) when COVID-19 disease is suspected.
  • World Health Organization (WHO). FREQUENTLY ASKED QUESTIONS: Breastfeeding and COVID-19 For health care workers. (2020).