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Un segnale forte, una risposta alle difficoltà

Stavolta non parliamo di eroi. Non parliamo di tutti coloro i quali, insieme a noi, sostengono il peso di queste difficoltà ancora in corso: non faremo, dunque, menzione di medici, infermieri, di volontari, di cittadini, di Protezione Civile o di decreti legislativi. Stavolta parliamo di farmacisti: ma non per dedicar loro un servizio strappalacrime sulla tv nazionale o una foto scioccante sulle bacheche delle maggiori community dei social network. Oggi parliamo del lavoro nel quotidiano. Oggi parliamo di farmacisti, di quei farmacisti che lottano ogni singolo giorno dietro al banco ma che, in questo caso, nonostante gli impegni, nonostante le difficoltà, continuano a dare ed a pretendere da loro stessi.

Ogni riferimento alla pandemia è puramente desiderato. Ogni cenno a quanto questo anno solare che di “solare”, nella sua accezione strettamente figurata, ha saputo offrire ben poco. Eppure, anche nella uggiosa routine di questo stato di crisi sanitaria, di spunti per crescere e di occasioni per migliorarsi non è impossibile intercettare dei segnali benevoli.

Con i mesi di Settembre ed Ottobre la visione 2.0 della formazione che ha coinvolto la categoria dei farmacisti ha acquisito ulteriore consapevolezza di sé. Una consapevolezza che nasce dal lavoro congiunto dei giovani farmacisti che incontrano gli “adulti” per confluire nella FarmaAcademy.

Partendo da primi eventi sperimentali, originati sia dal contesto territoriale e giunto in Fondazione così come gli eventi che, frutto della progettualità “centrale”, si sono resi disponibili per le circoscrizioni provinciali nel corso del primo semestre vediamo come, in questa seconda parte di questo Anno Domini 2020 la formazione a distanza sia stata in grado di rappresentare una valida alternativa ai corsi residenziali. Fermo restando il desiderio di voler tornare a lavorare in presenza, l’impossibilità di aggregarsi in sedi fisiche non ha vincolato la formazione, che ad oggi viene  non richiede alcun tipo di speculazione rilevare come il desiderio di formarsi e di erogare formazione oggi viene ormai agevolmente e prontamente e  corrisposta grazie ad una programmazione variegata on line e dettagliata declinandone la logistica al netto della prevenzione e, dunque, dell’impossibilità di aggregarsi in sedi fisiche.

Pertanto, alla luce dei risultati ottenuti ci si può ritenere soddisfatti e fiduciosi che questo format possa fornire quella continuità nella condivisione e nell’apprendimento che, sposando appieno la filosofia su cui si fonda il concetto di “Agifar”, indirizza le proprie aspettative e le proprie energie a favore dei giovani colleghi. Un investimento su quei colleghi che iniziano la propria carriera con il caduceo appuntato sul petto, un investimento su quei colleghi che consolidano le proprie competenze perché, la crescita si ha a partire dalle dinamiche e dalle tematiche, apparentemente, più scontate e che, tendenzialmente, vengono investite dal tran tran giornaliero e diluite, frettolosamente, nel calderone della quotidianità. Un’ulteriore forma di tutela ed attenzione per quella formazione che affonda le radici nelle problematiche che interessano tutti i giorni i professionisti del farmaco, lasciando che lo speziale riporti al centro del proprio universo il farmaco ed il paziente, con le variabili che si concretizzano contraendo questo binomio spaziando dalle situazioni più comuni fino agli aspetti meno frequenti che richiedono percorsi formativi ben più articolati.

Oggi parliamo di farmacisti, di quei farmacisti che lottano ogni singolo giorno dietro al banco ma che, in questo caso, nonostante gli impegni, nonostante le difficoltà, continuano a dare ed a pretendere da loro stessi investendo su loro stessi, investendo sui loro colleghi, rafforzando una rete di collaborazioni e conoscenze: per il bene della professione e della società al cui servizio la professione è ogni singolo giorno.

A cura di Giuseppe Ruggieri