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Se anche il Tacco barcolla, non molla

Si scrive Puglia si legge mare, sole, sorrisi. Ottimismo ed energia caratterizzano questa regione. Ma anche il tacco è consunto dall’infezione da Covid-19 come il resto dello stivale. La croce verde da sempre riconosciuta insieme ai campanili simbolo di qualsiasi città, paese o villaggio – non v’è luogo in cui non ve ne sia una – lampeggia in questi giorni stanca e affaticata.

La Farmacia, del rizotomo prima, dello speziale poi, del dottore farmacista ai giorni nostri, in questa situazione di così grande emergenza sta rappresentando ancora più il ganglio vitale del Paese.

La Puglia, come è noto, è stata tra l’altro oggetto di un flusso migratorio che ha portato la regione a doversi riorganizzare in tempi fotonici per restare ligia alle linee guida governative e al contempo appiattire il malcontento di quanti, per ragioni di studio o di lavoro si trovavano lontani dalle proprie famiglie.

Se da una parte le farmacie sono state prese d’assalto per il reperimento di mascherine e gel igienizzanti, dall’altra «Abbiamo assistito alla desertificazione di luoghi di transito come porti, aeroporti e molte stazioni» rende noto la presidente dell’AGiFar Bari, Rossella Galetta. «Se il core business di una farmacia o di un esercizio di vicinato è rappresentato dal flusso di gente che parte o che transita in questi grandi luoghi, venendo ridisegnato il sistema dei trasporti, con tagli importanti, l’alterazione dell’attività diventa tale da mettere a rischio posti di lavoro» – conclude la dottoressa.

Questi grandi centri hanno rappresentato quindi un’immagine a specchio della situazione italiana dacché, prima del fermo, della diffusione del panico e che venisse dichiarato lo stato di pandemia – sostanzialmente dalla seconda metà di febbraio ai primi di marzo – i farmacisti operanti nella parafarmacie e farmacie hanno lavorato rispondendo alla richiesta di dispositivi di protezione da parte dei passeggeri destinati a raggiungere le regioni del nord, ma anche altri Paesi europei ed extra europei

Una regione, che solo in una seconda fase, quindi, ha vissuto l’esodo del coming back. Ad oggi i numeri e la cronaca sembrano collegare i contagi anche alla scelta di quanti hanno deciso di lasciare le zone rosse per tornare a casa; dove neppure la casa, però, può rappresentare un luogo sicuro. Le farmacie, provano a continuare ad esserlo.

In questa situazione che sta trasformando il mondo nelle pagine del romanzo di Dean Koontz The eye of Darkness, il lavoro è diventato incessante. I presidi farmaceutici rappresentano un’attività democratica; chiunque può entrare e uscire, e ogni consulenza è fornita gratuitamente, spesso accompagnata da un “Si figuri”, “Dovere”, “Siamo qui per questo”. E in quel “Qui” si sono rimboccati le maniche dei camici e, Farmacopea alla mano, visto il peso, diciamo anche al braccio, si sono immersi in un’attività di laboratorio continua per la produzione di gel e soluzioni a base alcolica per sopperire alle indisponibilità dei brand.  Per questo stiamo vivendo settimane che possono riassumere la storia millenaria di questa attività, che fino a qualche mese fa qualcuno dava addirittura per compromessa.

In Puglia come ormai nella maggior parte d’Italia, è possibile lavorare a battente chiuso, mentre per le farmacie non attrezzate si sono resi necessari i pannelli di protezione così da ridurre al minimo le possibilità di contagio. D’altra parte quella dei farmacisti è tra le categorie professionali più esposte, per questo l’augurio è che tra gli “operatori sanitari” la Protezione Civile, abbia in considerazione anche i farmacisti, che non vogliamo definire in trincea, perché operano dall’interno delle proprie botteghe che sono da sempre, luoghi simbolo di pulizia e familiarità.

È certo vero che per rispondere alle necessità dell’emergenza, la mole di lavoro si è amplificata insieme digitalizzazione dei sistemi che ad oggi è diretta a raccordare, spesso in maniera diretta, medico e farmacista per la terapia dei pazienti. Si sottolinea, specie alla luce della situazione di emergenza, pazienti. Con l’augurio che la messa a punto di un protocollo terapeutico efficacie possa fare da calzolaio e tutto il Paese torni a correre con parsimonia e una nuova coscienza.

 

Maria Pia Ferrante
Agifar Bari